I racconti di Luc

 

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UNA STRANA NOTTE

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IO E TE

P
erversa un forte temporale nella periferia della città da ormai un'ora. La pioggia è fredda sebbene siamo in estate e le strade sono quasi allagate. Ma nella nostra stanza l'aria che si respira è calda e avvolgente grazie alle candele profumate, disposte a regola d'arte, che oltre alla loro luce tremolante emanano un dolce profumo in perfetta armonia con la cadenza dei tamburi della musica africana in sottofondo.
Mi piace starti accanto e guardare il temporale che sa accendere i miei istinti, quasi quanto te. Mentre ammiriamo lo spettacolo della natura, lentamente mi sposto; sono dietro te ora,  accarezzo le spalle scoperte, assaporando il profumo della pelle che divinamente si unisce a quello dei capelli. E mi piace quando un brivido ti scende lungo la schiena dandoti quel fremito senza movimento, l'impercettibile vibrazione del corpo, che so ami tanto. Chiudendo gli occhi immagini quanto sto facendo pregustando il momento successivo, i miei palmi che piano ti accarezzano l'addome. Ma tu sei impaziente, vuoi di più, e prendendo la mia mano te la porti al seno affinché io possa stringerlo mentre le tue dita sfiorano il mio collo. Ora è mia la voglia di volere di più, faccio scivolare lentamente le labbra sul collo risalendo subito dopo tracciando scie umide con la lingua, soffermandomi, ogni tanto, a mordicchiare dolcemente quei meravigliosi punti morbidi. La mia mano, che fino ad ora giocherellava felice sul tuo seno, scende con piccoli movimenti circolari fino a sentire la soffice peluria pubica e, con entrambe le mani accarezzo senza toccare, sfioro senza osare, senza mai arrivare all'incavo sublime e segreto dell'essere femminile. Poi, seppur godendo del piacevole massaggio, una si divide raggiungendo nuovamente il seno, cercando il capezzolo, ormai turgido. E' adorabile stuzzicare i boccioli carnosi sapendo di provocare quel sottile dolorino che preannuncia il piacere. Ma non sai stare ferma, è la tua schiena ora che provoca, spingendo sempre più, facendosi strada tra le mie gambe. Un movimento sinuoso, lento, seducente che procura il rigonfiamento naturale del membro in evidente ascesa, fino a far male.
Le ombre delle candele danzano sui nostri corpi in un bel gioco di chiaro-scuro mentre i tamburi danno il ritmo, accompagnando i movimenti con cadenza sempre maggiore, al passo con la nostra eccitazione. Hai voglia di baciarmi, lo so. Lo sento attraverso il tuo corpo. Piano ti giri e porti il viso davanti al mio, apri la bocca, discosti le labbra bramose delle mie e con una lentezza insostenibile ve le appoggi. E mi piace il tuo modo di baciare, giochi con la lingua sugli angoli della bocca ormai troppo assetata di te, lotti con la mia assaporando e donando saliva, alternando momenti di forte foga a momenti di delicata lentezza. Le mie labbra catturano le tue per poter bere tutto il piacere che ne scaturire mentre la mano ardimentosa cinge il mio fianco e pian piano si avvicina al membro che, ormai turgido, sembra spinga per uscire. Le dita sollazzano il giocattolo aiutandolo ad uscire dalla costrizione degli indumenti intimi. Le mie dita, che fin ora hanno solo sfiorato il fulcro della tua femminilità, molto lentamente cominciano a scendere seguendo la linea della gamba, cercando di non toccare ciò che invece vorrebbe essere violato. Ecco che invece tu cerchi, con il movimento delle anche, di indirizzare la mia mano che continua stoica a seguire l'interno coscia, per poi risalire all'esterno raggiungendo le natiche. Sono così eccitato che vi affondo le unghie dandoti uno spasmo, e tu di tutta risposta mi mordicchi un labbro, stringendomi alla vita. La mia mano lascia la presa sulla natica e arrivando al centro della schiena comincia a seguirne il solco, prima  su, verso le spalle per poi riscendere, fino al punto cruciale della fenditura, lì dove il più proibito dei piaceri attende di essere liberato. E, se una mano gioca stuzzicando sulla schiena, l'altra sta ancora giocando con il tuo seno sotto la maglietta. Con un movimento fulmineo e coordinato la maglietta si alza scoprendo finalmente il seno generoso e pieno, il roseo capezzolo gonfio e la splendida aureola che non chiede altro di essere succhiato, baciato... ma la mia bocca è troppo impegnata a dissetarsi della tua, la saliva sgorga come miele divino ed io cerco di saziarmi, perché troppo tempo è passato . Ora la tua mano, posata sul mio collo, accarezza languida i miei capelli ed è così bello che sento quasi il bisogno di ossigeno. Lentamente ma decisa la sospingi verso di te fino ad unire nuovamente le nostre labbra ed un turbinio di lingue cominciano a giocare e a fare l'amore a loro volta. L'altra mano, che prima stringeva i miei fianchi, ora scende lentamente per fermasi solo quando sente sotto le dita la carne morbida dello scroto, stuzzicandolo lentamente con massaggi gentili e delicati perchè è chiaro il loro rigonfiamento. Ti accorgi della goccia fuoriuscita dal membro grazie al tuo massaggio ed ecco che con due dita cominci a lubrificare. Ti sospingo verso il letto morbido per darti piacere e comfort, insinuo la mia gamba tra le tue e con un movimento agile ti prendo tra le braccia e senza smettere di baciarti mi avvio verso il letto, che è a pochi centimetri da noi. Delicatamente ti poso sopra perchè voglio accarezzare il tuo viso, i tuoi capelli, scendendo verso il collo, giù fino alle spalle fino ai fianchi, pian piano ti sfilo la maglietta portando le tue braccia sopra la testa, facendo distendere finalmente il seno che si spinge verso di me. Ora non lo faccio più attendere! Con la lingua umida titillo l'aureola, la succhio e mordo delicatamente, sono piccoli morsi incisivi che ti fanno sussultare piacevolmente. Una mano stringe la tua mentre l'altra ti accarezza una coscia. Il mio bacino spinge mentre il tuo si alza, lo sfregamento ne fa scaturire l'umore che lubrificando invita alla penetrazione......ma no... non è ancora il momento la mia mano lascia la tua e scende verso i seni, li prende...li stringe.... l'altra mano abbandona la coscia e raggiunge l'altro seno. So il piacere che ne ricavi ma non voglio eccedere, voglio aumentare la tua eccitazione. Lascio i seni respirare, comincio a scendere, baciando e leccando, verso i fianchi, verso l'ombelico e poi sempre più giù fino a trovare il pube. Con le labbra mi diverto a titillare i sottili e radi peli pubici, mentre con le mani ti cingo i fianchi e poi le cosce e finalmente....... arrivo dove il cancello è ormai spalancato, dove il nettare fuoriesce copioso e dolce. Piano la lingua comincia a sorseggiarlo .... non ne lascio scappare neanche una goccia, perché quella è essenza vitale. Il tuo sospingere il ventre verso la mia bocca è puro piacere. Quando le tue mani guidano la mia testa chiedendo silenziosamente di più dalla finestra, appena sopra il letto, un refolo di vento spegne alcune candele mentre il temporale lentamente si avvicina, aumentando, se possibile, la bramosia del momento. La mia bocca non ha più ritegno. Continua a scendere tra le cosce. E sale... e scende... e sale. Ogni volta che scende, la lingua riesce ad entrare sempre un po' di più, in quell'antro peccaminoso di puro piacere. Ma non si ferma, la sua discesa va oltre, fino ad arrivare lì dove il piacere proibito comincia ad avere i primi segni di contrazione. Spasmi sempre più veloci. Il dito comincia la penetrazione mentre la lingua continua ad eccitare quella apertura che ha una sua vita. I fremiti del tuo corpo mi invitano ad entrare, facendomi capire il tuo bisogno di possedere. No, non è ancora il momento. Vuoi dimostrarmi di essere in grado di darmi piacere e, con mossa repentina, ti liberi della mia tortura accovacciandoti sopra di me, usando la stessa poesia che per interminabili ore io ho sottoposto a te. Mi baci il collo con una malizia, una sensualità così marcate da farmi accapponare la pelle. Scendi sui capezzoli, li mordi, titilli con la lingua, sussurrando parole indistinte, soffiando alito caldo sul loro inturgidimento, mandando in estasi corpo e mente. Ti allontani lentamente e in quel momento mi accorgo di essere dentro di te. Il movimento esaltante ha lo stesso ritmo del suono della musica e dell'avvicinarsi del temporale mentre dalla finestra entra aria fredda che contrasta con i nostri corpi sudati. Cerchi calore avvicinando il tuo seno alla mia bocca. Non è più la musica a dare il ritmo... non sono i tuoni... è la passione, la frenesia, il desiderio di arrivare in paradiso, di morire in un istante eterno per rinascere subito dopo. Un'altra folata spegne definitivamente tutte le candele. Dalla finestra cominciano ad entrare le prime gocce di pioggia. I lampi creano ombre sulle pareti, il vento accarezza i capelli come mani gentili, istanti di luce... istanti di buio... ormai non siamo più nel letto ma stiamo volando, la cavalcata verso il piacere volge al termine. Il tuo movimento è continuo come lo è il mio, con la voglia di accarezzarti e baciarti ovunque io riesca ad arrivare. Il tuo respiro affannoso diventa ansimante, alzi le braccia sopra la testa quasi a farmi entrare di più, e io che seguo il ritmo alzandoti ad ogni colpo. La testa gira, manca il respiro, la forza. Solo il desiderio di arrivare alla vetta ci spinge a continuare. Sento il culmine vicino, come un fiume in piena. La voce si fa roca, il mugolio diventa ululato, le parole sono confuse fino al giusto e tanto sospirato epilogo. Arriva la tua gioia immediatamente seguita dalla mia. Esplodiamo quasi all'unisono, urlando di piacere con la vana speranza che quell'amplesso non abbia mai fine. Un'ultima convulsione... un ultimo fremito... poi capitoli, afflosciandoti accanto a me. Il tuo fiato corto mi inorgoglisce mentre anch’io piano riprendo visione della realtà. Lentamente riapro gli occhi e ti osservo. Dolcissima e scompigliata, il seno si alza e si abbassa velocemente e sul tuo viso, ormai quasi disteso, l'ombra di un sorriso beato fa capolino sulle labbra. E' bellissimo fare l'amore ma è altrettanto bello vedere cosa ho il potere di regalare. Le gocce di pioggia stanno facendomi riacquistare lucidità, un sospiro, un altro... ecco sto trovando la calma. Ancora un lampo... un tuono... il temporale si sta allontanando. La musica è finita. Rimangono solo i nostri respiri affannosi nel buio unici testimoni della nostra passione.... ora il giusto riposo. Domani abbiamo una nuova vita da vivere...!

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